di Emilia Fragomeni
L’ultimo libro di Cristina Dotto Viglino, La stagione del figlio, è un romanzo denso e compatto, ad altissima concentrazione emotiva. Un romanzo profondo che propone un tema attuale e scottante, che intreccia con sapienza esperienze pratiche, ricerche sociopsicologiche, riflessioni personali.
Racconta la storia di un ragazzo di oggi, Luca, un adolescente fragile e insicuro, che è “sballottolato” tra due madri, una madre biologica e una madre della mente che lo accompagna nella maturazione emotiva e un padre amareggiato e stanco, Stefano, operaio prossimo alla cassa integrazione. Luca è un adolescente sofferente, spesso vittima di bullismo e insicuro di sé al punto di arrivare ad infliggere ferite al suo stesso corpo.
Cristina Dotto Viglino indaga in profondità la complessa condizione dei nostri adolescenti e del mondo che li circonda, tra pericoli, insuccessi, velleità, separazioni, solitudini… e con loro indaga anche tutta la società odierna. In questo libro notiamo, fin dall’inizio, un’intensa energia metaforica, che Cristina sviluppa con abile partecipazione, nascondendo tra le pieghe del pensiero significati profondi.
Un flusso creativo, quello di Cristina, che, metaforicamente, può definirsi come un fiume in piena per la ricchezza lessicale e il ritmo incalzante. Pagine esplicative di una grande personalità quelle di questo libro.
Cristina è scrittrice dotata di una ricchezza di linguaggio, che sorregge un pensiero accidentato, speculativo, creativo, frammentato, ma sempre intenso nei sentimenti, nell’umanità, nella speranza. Anche il linguaggio dei personaggi del romanzo risponde alla realtà, spesso cruda, del linguaggio reale.
Nel libro si nota un’importante caratteristica: l’elevata capacità nel raccontare con quella sincerità che richiede attenzione e ascolto e dà fondo alla nostra sensibilità più profonda, alle nostre qualità più delicate: sensibilità che riesce a portarci dentro spazi di pensieri raccolti, per arrivare a un dialogo interno con noi stessi.
Per questo La stagione del figlio non solo è interessante come testo stimolante sulla condizione del mondo odierno, ma è un volume molto coinvolgente in cui è facile ritrovare storie che abbiamo vissuto o sentito. È un tipo di narrazione che focalizza tutta l’attenzione sui meccanismi mentali dei personaggi, sul loro mondo interiore, sui loro processi psichici, sulle emozioni che derivano dal profondo, sugli stati d’animo e sulle riflessioni consce o inconsce. L’attenzione della scrittrice si sposta spesso dalla descrizione oggettiva a quella soggettiva; prevale la focalizzazione interna e si utilizza il discorso diretto, il discorso indiretto libero, il flusso di coscienza e il monologo interiore, una tecnica narrativa che permette allo scrittore di esporre, in modo spontaneo, i pensieri, i ricordi e le emozioni dei protagonisti. I piani temporali si mescolano senza una vera e propria successione logica, dal momento che seguono il corso dei pensieri, soprattutto della psicologa, Lisa. La trama è caratterizzata da frequenti flashback e lunghe pause, dedicate a descrizioni soggettive e a sequenze riflessive, a flussi di coscienza in cui i pensieri si affastellano e si muovono tra presente e passato, tra i ricordi e il tempo attuale, diventano dei quadri familiari, in cui ogni pensiero ed emozione viene rappresentato in modo particolareggiato.
Tra le pagine emerge chiaramente la professione della scrittrice, quella di counseler.
Gestire la propria vita non è un compito facile e richiede spesso l’intervento di una guida, di qualcuno che possa accompagnare nel percorso di crescita per diventare "se stessi al meglio". Nasce il counseling, definito come «un processo di interazione tra due persone, counselor e cliente, il cui scopo è quello di abilitare il cliente a prendere una decisione riguardo a scelte di carattere personale»: è un insieme di abilità, atteggiamenti e tecniche per "aiutare la persona ad aiutarsi". Nel panorama delle professioni emergenti nel mercato del lavoro, il counselor rappresenta una figura di grande rilevanza che trova applicazione in molteplici settori, da quello scolastico all'ambito aziendale e sociale.
Questi e molti altri spunti da approfondire offre il libro di Cristina Dotto Viglino, che si offre a una lettura chiara e molto coinvolgente.
È un libro da leggere.
Cristina DOTTO VIGLINO, La stagione del figlio, Bagno a Ripoli (FI), Passigli Editori, 2025, pp. 196, € 18,50.

Nessun commento:
Posta un commento