Rosa Elisa Giangoia
Ametista è la protagonista di un romanzo distopico che trova le sue radici nel mondo dominato dal “Grande Fratello” di George Orwell, in cui un regime totalitario controlla tutti gli aspetti della vita e manipola la storia e il linguaggio, e in Farhenheit 451 di Ray Bradbury, in cui i libri, considerati illegali e pericolosi, vengono bruciati. Ma la storia narrata da Francesca Bardi si arricchisce con allusioni che ci portano al nostro presente e aprono prospezioni sul futuro.
Alessandra Cantoni, destinata a diventare Ametista, si trova a vivere in un futuro neppure troppo lontano, nel 2038, in cui vediamo amplificati e peggiorati molti aspetti che già stanno emergendo nel nostro mondo attuale. A dominare la società è il controllo tecnologico dell’Ufficio della Pace sociale di cui è severo e potente Gestore di Giustizia Ruggero Broneri, marito di Alessandra, accanto al quale lei conduce una vita agiata e tranquilla, ma esistenzialmente non soddisfacente, fino a quando scopre per caso OsaRe, un gruppo di ribelli al sistema che agisce in modo nascosto e clandestino per compiere azioni dimostrative finalizzate a salvare il pianeta dalle minacce della tecnologia e dalla perdita della memoria storica tramite la custodia e la sopravvivenza dei libri.
Alessandra si appassiona alle idee di questo gruppo in cui viene ben presto accettata con il cambiamento del suo nome in Ametista, si impegna al Rebis, una biblioteca clandestina, e viene progressivamente iniziata a inimmaginabili abilità e attività mentali che può sviluppare con rapidità ed efficacia grazie a una sua personale dote straordinaria, quella di entrare in un altro mondo, diverso nel tempo e nello spazio, attraverso la visione intensa e concentrata di un’immagine. Sempre più lontana da marito, severamente impegnato a contrastare OsaRe, penetra furtivamente nel suo studio per impossessarsi dei suoi piani d’azione contro i ribelli, ma per un’imprudenza finisce negli anni Settanta, priva delle possibilità di ritornare nel suo tempo e nel suo ambiente Qui vive un’appassionata storia d’amore con un altro marito, Sandro Accursi, finché gli amici di OsaRe riescono a rintracciarla e a convincerla a ritornare nel 2038 per impegnarsi nuovamente per il bene della causa. A questo punto inizierà per la donna una doppia vita: come Ametista, affiliata a OsaRe e spia dell’attività del marito, e come Alessandra, tranquilla moglie, attenta a non destare sospetti, accanto a Ruggero. La situazione si complica quando gli amici di OsaRe le fanno ritrovare Sandro, ormai molto anziano, ma sempre innamorato di lei, fino a precipitare quando Ruggero scopre il tradimento, distrugge il Rebis, provocando morti e feriti. Anche Ametista finisce in un carcere di massima sicurezza e la vicenda si avvia a una conclusione che non vogliamo anticipare al piacere della lettura.
Questa narrazione, condotta dalla scrittrice con fantasia e ottimo impianto narratologico, in un linguaggio fluido e controllato con apprezzabili punte di ironia, presenta una sequenza di fatti di forte tensione narrativa in cui prevalgono l’inaspettato e l’imprevisto, soprattutto quando si tingono di giallo, ma è anche costruita per andare oltre la semplice narrazione di fatti, nell’ l’intento di mettere in evidenza situazioni ed elementi problematici per far riflettere il lettore sulle crepe e storture del nostro presente che possono amplificarsi fino a diventare dirompenti in un non troppo remoto futuro.
Anche se oggi la produzione di libri è ampia e vitale, sappiamo, però, che la lettura dei testi stampati è fortemente insidiata dai social media, più facilmente attrattivi per la rapidità della comunicazione e per la ricchezza di immagini, proprio mentre il libro, come prodotto della creatività umana, sembra trovarsi sullo spartiacque dell’IA che potrebbe sottrarre i testi letterari alla fantasia, al ragionamento e alla creatività umana, trasformandoli in qualcosa di completamente diverso. Questa è la vera insidia che ci prospetta il nostro presente: non una distruzione o un divieto nei confronti dei libri, ma un affidarli alla tecnologia che non può fare altro che privarli della pienezza umana.
Tutto il romanzo di Francesca Bardi è un monito al custodire e al ricordare, un avvertimento a non demandare sempre di più alla tecnologia, a non renderla invasiva nella nostra vita per non perdere le nostre doti e le nostre capacità di esseri umani che sanno apprezzare e godere della bellezza, vivere liberi dai condizionamenti, capaci di fruire dello spirito critico in una situazione di libertà interiore.
Francesca BARDI, Ametista,
Firenze, Lorenzo de’ Medici Press, 2026, pp. 160, € 15,00.
