lunedì 7 settembre 2026

RECENSIONE

La recente silloge poetica LE STAGIONI. La poesia a scuola del poeta romagnolo Franco Casadei è un ottimo esempio di come la scuola, fin dagli anni delle elementari, per proseguire poi alle medie, possa impegnarsi per mettere attivamente in contatto i bambini e i ragazzi con la poesia, aiutandoli a comprendere le peculiari caratteristiche e le interne dinamiche espressive dei testi per renderli capaci di gratificanti esperienze di personale creatività. Infatti questa raccolta di poesie di Franco Casadei è nata dagli incontri svoltisi in diversi laboratori di poesia in classi degli ultimi anni delle elementari e di quelli delle medie dell’Istituto scolastico della Fondazione del Sacro Cuore di Cesena. Tra i tanti temi dell’ampia e pregevole produzione poetica di Franco Casadei, che si sfaccetta in sei raccolte di poesia, le insegnanti hanno voluto scegliere il tema delle stagioni, ritenendolo particolarmente stimolante per gli allievi che potevano sentirsi coinvolti con componimenti poetici, brevi ed efficaci, in cui l’autore descrive i momenti caratteristici delle varie stagioni, creando sovente occasioni di riflessione su universali momenti esistenziali della natura per cogliere il mistero sottostante all’apparenza. Sono stati così proposti agli alunni componimenti poetici ispirati all’autore da aspetti tipici delle diverse stagioni: la rinascita della natura a primavera con l’esplosione dei fiori; il maturare dei frutti in estate, con l’insidia dei temporali; i colori dell’autunno con le foglie che volteggiano nel vento; la neve e le brine invernali, quando tutto sembra morto. La lettura dei testi è stata arricchita accostando alla poesia la musica e la pittura con l’ascolto delle Quattro stagioni di Vivaldi e la proiezione di opere pittoriche sugli stessi temi. Tutto questo per comunicare come la nostra esistenza terrena sia contraddistinta dal dono della vita della natura che si risveglia, germoglia, matura e muore nella certezza profetica per l’uomo del suo rinascere a primavera. Particolarmente significative in questa prima sezione, alcune conclusioni delle poesie, improntate alla sicurezza della ripresa primaverile e alla fiducia nella vita: “Bisogna soltanto stare in attesa” (Primavera che bussa, p. 16); “La primavera è piombata sui colli / nei giardini e lungo le valli / e sul nostro desiderio di vita” (Un’aria diversa, p. 17); “Finito il letargo, la vita / una promessa mantenuta” (Dopo il letargo dell’inverno, p. 18); “La campagna / pigramente si abbandona / alla luce gravida d’attesa” (Luce d’estate, p. 21); “Ancorché deboli e fragili / ci sentiamo attesi” (Lungo i sentieri delle Dolomiti, p. 26); “Niente rinasce / se non si muore” (Se non si muore, p. 33); “…sementi / che obbediranno ai ritmi saggi / del letargo e del risveglio, / nell’attesa di chi tesserà l’ordito / dietro l’occulta soglia” (Tempo di semina, p. 38): “…il chicco seminato, //…crisalide avvolta nel mistero / nell’attesa paziente / del chiarore lustrale dell’alba” (Il chicco, p. 39); “ma questa morte apparente / farà in modo che la terra riposi / e di nuovo, a marzo, risorga” (Dopo l’afa dell’estate, p. 42); “ma i nidi lo sanno che non si parte / se non per ritornare” (Nidi a gennaio, p. 48): “ancora un poco, / esploderanno i prati” (L’ultima sciata, p. 49). Sono sensazioni ed emozioni che sovente tutti abbiamo provato, ma che solo chi ha un animo e un’ispirazione poetica, corroborata da maturità umana ed esperienza culturale, può riuscire ad esprimerle in modo personale, con originale efficacia e capacità di comunicare e coinvolgere, con semplicità e chiarezza espressiva, in un linguaggio limpido e trasparente, percorso da sottili sonorità. Indubbiamente un tipo di poesia, quella di Franco Casadei, molto adatta e valida per iniziare a questa importante esperienza i più giovani, per la sua essenzialità e forza espressiva, all’insegna di una quotidianità sempre sostenuta da sottese riflessioni esistenziali. Caratteristiche che perdurano anche nella seconda sezione, in cui il poeta descrive manifestazioni meteorologiche tipiche di stagioni diverse, quali le nebbie, l’afa, i temporali, il vento, ma anche momenti più particolari e rari, quali L’arcobaleno che il poeta definisce “luminosa falce fra le nubi, / il segno che la vita / lentamente ricomincia, / un abbraccio / che ci raccoglie nella pace (p. 58) e il vento che Fa danzare le lucciole sul grano (p. 59) che dimostrano la personale sensibilità del poeta capace di osservare con acutezza il mondo della natura per cogliere consonanze e correlazioni. E ancora, nella terza parte (La danza delle ore), vengono colte con sottile e attenta percezione le diverse ore della giornata, dall’aurora all’alba, al tramonto e al buio della notte. Anche qui con notazioni originali e profonde, espresse con la forza della semplicità: “Il mondo è apparso all’alba. / Vale la pena attenderla / come fosse la prima. Ogni volta” (L’alba, p. 65) e “al risveglio / la faccia dei bambini / sa sempre d’aurora” (Si fa sera… e poi mattina, p. 70). Infine il poeta trova elementi di più diretta e personale comunanza con i ragazzi proponendo, nella sezione Terre contadine e case abbandonate, immagini di Terre contadine della Romagna dove echeggia “La memoria di tante voci, un canto di elegia / nel silenzio delle campagne abbandonate (p. 73) e si incontrano case abbandonate: “Scalcinate , le case contadine dei tempi andati / senz’acqua corrente e senza luce” dove “… fra sterpi e rovi spuntano ancora / i germogli delle rose di nonne e mamme” che “che hanno regalato odore ai giorni di fatica / e qualche momento di conforto per fare sera” (p. 75). Certamente intenso sarà stato il coinvolgimento emotivo nelle classi alla lettura dell’ultima lirica della silloge La mai chiusa ferita (p. 76) in cui il poeta rievoca, con mai sopita emozione e mai cancellato dolore, la morte dei suoi fratelli Bruno e Rosalba, di undici e dodici anni, avvenuta nella sua prima infanzia, annegati in un torrente nei pressi di Bertinoro, in Romagna. Ci auguriamo che la testimonianza poetica di questa esperienza didattica possa diventare un incentivo e un modello per avvicinare i più giovani alla poesia in molte altre scuole. Franco CASADEI, LE STAGIONI. La poesia a scuola, Prefazione di Mirella Amadori, Itaca Edizioni, Castel Bolognese (RA), 2026, pp. 80, € 12,00.